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Kollaleira

Una chiesa cattolica di legno, costruita a migliaia di chilometri di distanza e poi rimontata pezzo per pezzo nei Fiordi dell’Est islandesi

In un paese dove il legno da costruzione è merce rarissima, a Kollaleira, a pochi minuti da Reyðarfjörður, sorge qualcosa che a prima vista sembra fuori posto: una piccola chiesa di tronchi in stile centro-europeo, con le pareti di legno chiaro e il tetto spiovente, incastonata tra i fiordi e le montagne dell’Islanda orientale.

Si chiama Chiesa di San Þorlákur (Heilagur Þorlákur), è cattolica, ed è legata a una delle storie più curiose tra tutti i piccoli edifici religiosi islandesi: non è mai stata costruita qui, ma in Slovacchia, poi smontata e spedita in Islanda per essere rimontata, tronco su tronco, in questo angolo remoto del paese.

Non è una tappa “da cartolina” come una cascata o un canyon, ma se vi trovate a passare da Reyðarfjörður vale una piccola deviazione: pochi minuti di visita per una storia che dice molto sulla comunità che vive, spesso silenziosamente, in questa parte d’Islanda.

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Dove si trova Kollaleira

Kollaleira è una piccola località nel comune di Fjarðabyggð, nei Fiordi dell’Est (Austurland) islandesi, a pochissima distanza dal centro di Reyðarfjörður, uno dei paesi più popolosi di questa zona del paese. La chiesa, insieme al piccolo convento dei frati cappuccini che la gestiscono, si trova all’indirizzo Kapúsínaklaustrið á Kollaleiru, lungo la strada che costeggia il fiordo.

Per arrivarci va bene qualsiasi tipo di auto: Reyðarfjörður si trova infatti direttamente lungo la Ring Road (Route 1) asfaltata, che dal 2017 è stata deviata proprio per passare da qui, dopo l’apertura del tunnel di Norðfjarðargöng.

Come arrivare a Kollaleira

Se arrivate da Egilsstaðir, aeroporto e principale snodo dei Fiordi dell’Est, bastano circa 30 minuti di guida lungo la Ring Road per raggiungere Reyðarfjörður: la strada è interamente asfaltata e non presenta difficoltà particolari in nessuna stagione, salvo le normali precauzioni invernali per neve e ghiaccio.

Superato il centro di Reyðarfjörður, seguite la strada costiera per un paio di chilometri fino a Kollaleira: la chiesa, con il suo profilo di legno scuro, è visibile dalla strada e non è difficile da individuare. C’è un piccolo parcheggio proprio davanti all’edificio.


Noleggio auto in Islanda

Per raggiungere questa destinazione va bene qualsiasi tipo di auto: si tratta di Ring Road asfaltata fino alla porta della chiesa. Noi consigliamo sempre Blue Car Rental, la società di noleggio n.1 in Islanda, con cui prenotiamo anche per i nostri viaggi: servizio eccellente e auto sempre nuove.

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Quanto tempo ci vuole

La visita alla chiesa di Kollaleira è breve: bastano 15-20 minuti per osservare l’esterno, leggere i pannelli informativi ed eventualmente affacciarsi all’interno se la porta è aperta. È il tipo di tappa perfetta da inserire in una giornata dedicata ai Fiordi dell’Est, magari abbinata alla vicina Reyðarfjörður o a un giro più ampio verso Egilsstaðir.

Una chiesa venuta dalla Slovacchia

La storia di questa chiesa inizia a migliaia di chilometri da qui, a Hriňová, cittadina della regione di Banská Bystrica, nel cuore della Slovacchia. È lì che, con il legname della zona del Podpoľanie, la struttura è stata interamente costruita e assemblata una prima volta, per essere poi smontata e spedita via nave in Islanda.

Secondo quanto riportato dai cartelli informativi presenti in loco, la chiesa è arrivata in Islanda nel luglio 2015: da quel momento, un gruppo di volontari l’ha rimontata pezzo per pezzo proprio qui a Kollaleira, tronco su tronco, ricreando fedelmente la struttura originale slovacca.

L’edificio, alto circa 12 metri, è stato progettato con una pianta che riprende la forma del Crocifisso di San Damiano, l’icona bizantina davanti alla quale, secondo la tradizione, San Francesco d’Assisi ricevette la sua chiamata: un dettaglio non casuale, dato che la chiesa è affidata ai frati cappuccini, ordine di tradizione francescana.

La chiesa è stata consacrata il 17 giugno 2017 — non a caso la festa nazionale islandese — dal vescovo di Reykjavík Davíð Bartimej Tencer, cappuccino di origine slovacca, alla presenza di autorità arrivate appositamente dalla Slovacchia, tra cui l’allora primo ministro Robert Fico. Il nuovo edificio ha permesso di raddoppiare la capienza della precedente cappella della zona, passando da circa 25 a 50 posti a sedere.

Chi è curioso di vedere il “cantiere” può recuperare online il video che documenta la costruzione e il trasporto della chiesa dalla Slovacchia: guarda il video su YouTube.

A chi è dedicata: San Þorlákur, patrono d’Islanda

La chiesa porta il nome di Þorlákur Þórhallsson, vescovo islandese vissuto nel XII secolo, fondatore del primo monastero agostiniano del paese. Nel 1984 papa Giovanni Paolo II lo ha riconosciuto come patrono d’Islanda: un legame diretto tra la storia medievale islandese e questa piccola comunità cattolica dei Fiordi dell’Est, nata secoli dopo e in circostanze molto diverse.

Oggi la chiesa fa parte della Diocesi di Reykjavík ed è amministrata dai frati cappuccini, che vivono nell’annesso convento e seguono anche due piccole comunità nei dintorni, a Egilsstaðir e Höfn.

Una comunità cattolica, multilingue, nata con l’industria

I cattolici in Islanda sono una minoranza piccola ma non trascurabile: circa 13.000 persone, il 3-4% della popolazione totale del paese, con una parte importante composta da immigrati polacchi. Non è un caso che proprio Reyðarfjörður ospiti una delle chiese cattoliche più attive del paese: negli anni della costruzione della fonderia di alluminio Alcoa Fjarðaál (2004-2007) e della vicina diga di Kárahnjúkar, il paese arrivò ad accogliere fino a 2.800 lavoratori stranieri, in gran parte polacchi, diventando per un periodo la comunità con la più alta concentrazione di residenti stranieri di tutta l’Islanda.

Molti di quei lavoratori, o le loro famiglie, sono rimasti nella zona: un’eredità che si riflette ancora oggi nel calendario delle messe della chiesa di Kollaleira, che include una funzione dedicata proprio alla comunità di lingua polacca.

Orari delle messe e informazioni per la visita

La chiesa di Kollaleira è un luogo di culto attivo, non un museo: se volete visitarla con calma, i pannelli affissi all’interno riportano il seguente calendario delle celebrazioni (verificate comunque eventuali variazioni sul posto o presso la parrocchia, dato che gli orari religiosi possono cambiare nel tempo).

Giorno Orario Lingua
Domenica 11:00 Islandese
Lunedì – venerdì Orari variabili (mattina o sera) Islandese
Sabato 17:00 adorazione, 18:00 messa Polacco

All’interno abbiamo notato anche un breve foglio informativo multilingue, pensato per aiutare i fedeli di lingue diverse a seguire la confessione: un piccolo dettaglio che racconta bene quanto sia internazionale questa comunità, nata attorno a un santo islandese ma sostenuta in buona parte da fedeli arrivati da altri paesi.

Se visitate la chiesa fuori dagli orari di funzione, comportatevi come fareste in qualsiasi luogo di culto: parlate a voce bassa, evitate foto con il flash se qualcuno sta pregando e, se trovate la porta chiusa, accontentatevi di ammirarla dall’esterno senza forzare l’ingresso.

Quando visitare Kollaleira

Essendo una tappa al coperto, la chiesa di Kollaleira si può visitare in qualsiasi periodo dell’anno, il che la rende un’ottima alternativa nelle giornate di pioggia o vento forte, piuttosto comuni in questa zona dei Fiordi dell’Est.

Un buon motivo per includerla nell’itinerario proprio in questo periodo: la chiesa risulta tra i luoghi di pellegrinaggio islandesi legati all’Anno di San Francesco 2026-2027, che ricorda l’ottavo centenario della morte del santo di Assisi — un dettaglio in più per chi si trova a passare da queste parti con un interesse religioso o storico.

Informazioni pratiche

L’ingresso alla chiesa è gratuito. Come capita in molte chiese islandesi, all’interno è disponibile un bagno gratuito per chi ne avesse bisogno: un dettaglio utile da tenere a mente per una sosta lungo la Ring Road. Per tutto il resto (supermercati, ristoranti, distributori di benzina) fate riferimento al vicino centro di Reyðarfjörður.

Reyðarfjörður è anche un buon punto d’appoggio per esplorare gli altri Fiordi dell’Est, ed è a breve distanza da Egilsstaðir, principale centro e snodo dei trasporti di questa regione islandese.

Perché visitare la chiesa di Kollaleira

Perché non capita spesso di trovarsi davanti a un edificio arrivato letteralmente smontato via nave da un altro continente, ricostruito tronco su tronco in un fiordo islandese. La chiesa di Kollaleira è un piccolo, sorprendente promemoria di quanto anche l’Islanda più remota sia fatta di storie di persone in movimento: da Hriňová fino ai Fiordi dell’Est, passando per i lavoratori polacchi arrivati per costruire una fonderia e rimasti a costruire, tra le altre cose, anche una comunità di fede.

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