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Promontorio di Dyrhólaey

Il promontorio di Dyrhólaey è uno dei punti panoramici più spettacolari della costa sud dell’Islanda. A circa 120 metri sul livello del mare, dalla cima si vede tutto in un colpo solo: l’oceano Atlantico a perdita d’occhio, le colonne di basalto di Reynisdrangar, la spiaggia nera di The Endless Black Beach con il contrasto intenso tra il nero della sabbia e il blu del mare, e il ghiacciaio Mýrdalsjökull all’orizzonte nelle giornate limpide. Il faro bianco con rifiniture arancioni — costruito nel 1927, visibile fino a 50 km al largo — chiude una scena che è difficile dimenticare.

È un luogo da visitare in tutte le stagioni e a qualsiasi ora, ma con alcune differenze importanti che vale la pena conoscere prima di arrivare.

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I puffin di Dyrhólaey: il posto migliore della costa sud

Da metà maggio a metà settembre, il promontorio di Dyrhólaey è il punto della costa sud dove è più probabile avvistare i puffin — le pulcinelle di mare — a pochi metri di distanza. Le tane sono lungo il bordo della scogliera sul lato destro del faro: scansiona con attenzione quella zona e li trovi quasi sempre.

Gli orari migliori per vederli: mattina fino alle 11:00 e pomeriggio dopo le 17:30. Negli altri orari le pulcinelle sono in mare a pescare e le tane sono vuote. Pianifica la visita in queste finestre se i puffin sono una priorità.

Accesso limitato durante la nidificazione

Ecco la cosa più importante da sapere prima della visita: Dyrhólaey è una riserva naturale protetta e alcune sue parti chiudono ogni primavera durante la stagione di nidificazione degli uccelli, generalmente da metà maggio a fine giugno. Le date esatte variano leggermente ogni anno, a seconda dell’arrivo degli uccelli e dell’andamento della stagione.

Durante la stagione di nidificazione, entrambe le aree sono aperte tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00. Nelle ore di chiusura, dalle 19:00 alle 9:00:

  • La zona superiore intorno al faro è completamente chiusa.
  • La zona inferiore, vicino al punto panoramico dell’arco, di solito rimane aperta, sebbene a volte con orari ridotti.

All’ingresso sono presenti cartelli che indicano la situazione attuale. Le chiusure vengono prese sul serio: servono a garantire agli uccelli nidificanti — tra cui pulcinella di mare e sterne artiche — la tranquillità necessaria per allevare i loro pulcini. Ti preghiamo di rispettare le barriere, anche se altri visitatori non lo fanno.

Al di fuori della stagione di nidificazione, entrambe le aree sono aperte e visitabili gratuitamente, senza alcun costo d’ingresso.

L’arco di Dyrhólaey: la formazione che ha dato il nome al promontorio

Il nome Dyrhólaey significa letteralmente “l’isola con il passaggio della porta” — e la porta in questione è questo: un enorme arco di roccia vulcanica che emerge dal mare ai piedi del promontorio, abbastanza grande da permettere il passaggio di una piccola imbarcazione sotto di esso. È una delle formazioni geologiche più spettacolari della costa sud, e si vede chiaramente dal bordo superiore del promontorio.

L’arco si è formato per erosione — le onde dell’Atlantico hanno scavato la roccia vulcanica nel corso di millenni fino a creare questo passaggio naturale. La struttura è imponente: le pareti laterali scendono a strapiombo sul mare, e visto dall’alto la scala è molto più grande di quanto appaia nelle fotografie. Nelle giornate limpide l’arco è visibile anche da lontano lungo la Ring Road, e rimane uno dei soggetti fotografici più cercati dell’intera costa sud.

La prospettiva migliore si ha dal bordo ovest del promontorio, guardando verso il basso e verso il mare. Da lì l’arco appare frontalmente con l’oceano sullo sfondo — la luce del pomeriggio lo illumina in modo diretto, rendendolo ancora più definito fotograficamente.

Il vento: attenzione alle portiere dell’auto

Dyrhólaey è uno dei posti più ventosi della costa sud — e non è un’esagerazione. Il piccolo parcheggio sulla cima del promontorio è uno dei luoghi dove le portiere delle auto vengono strappate dal vento con più frequenza. Presta sempre molta attenzione quando apri la portiera, tienila ferma con la mano, e cerca di parcheggiare con il muso dell’auto controvento. Non è una precauzione generica — succede davvero, e i danni alle cerniere sono costosi da riparare.

Il tramonto: uno dei più belli di tutta la costa sud

Uno dei momenti migliori per visitare Dyrhólaey — in qualsiasi stagione, anche quando non ci sono i puffin — è il tramonto. Da qui il sole scende direttamente nel mare, senza ostacoli, con la spiaggia nera in primo piano e l’orizzonte aperto davanti. Nelle serate limpide i colori sono intensi e la luce radente illumina le colonne di basalto di Reynisdrangar creando ombre lunghe sull’acqua. È uno di quei posti dove vale la pena aspettare.

Le balene: tienile d’occhio

Ogni tanto, dal promontorio, si vedono le balene. Non è una cosa garantita — è saltuaria — ma succede: alcune balene transitano lungo la costa e dal punto d’osservazione in alto si vedono saltare al largo. A noi è capitato, ed è stato uno di quei momenti inaspettati che rimangono. Quando sei lassù, ogni tanto dai un’occhiata al mare aperto. Se hai una buona macchina fotografica, potresti fare scatti come questo.

La passeggiata verso Dyrhólaey inferiore: vale se hai tempo

Dal parcheggio del faro si può scendere a piedi verso Dyrhólaey inferiore — circa 15 minuti in discesa. Calcola almeno 30 minuti per il ritorno perché è tutto in salita. È un’opzione interessante se hai tempo a disposizione o se questa è l’ultima sosta della giornata e non hai fretta di ripartire. In alternativa, Dyrhólaey inferiore è raggiungibile anche in auto con un percorso separato.

Una volta in basso, la prospettiva cambia completamente rispetto alla cima. Da qui si ammira Arnardrangur — la Roccia dell’Aquila — uno degli scogli più iconici e fotografati dell’Islanda, la cui forma è inconfondibile — e si apre una vista diretta sulla spiaggia nera di Reynisfjara, con il contrasto tra il nero della sabbia e il blu dell’oceano. In estate, lungo il percorso di discesa, i puffin sono spesso visibili a pochi metri dal sentiero.

Come raggiungere il promontorio

L’accesso avviene tramite una strada asfaltata con una salita ripida — fattibile senza difficoltà con qualsiasi auto. In caso di neve o gelate invernali intense il parcheggio in cima può essere chiuso per sicurezza. Il parcheggio è a pagamento.


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