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Hengifoss

Hengifoss è una delle cascate più alte d’Islanda, con le sue caratteristiche righe rosse e gialle incise sulla parete di roccia nera: qualcosa di davvero unico nel panorama islandese. Durante la lunga salita che porta fin qui, si incontra anche un’altra splendida cascata circondata da colonne di basalto.

L’acqua del fiume che scorre da un altopiano costellato di laghetti e acquitrini ha scavato, nel corso di milioni di anni, un vero e proprio anfiteatro naturale, composto da strati di lava basaltica alternati a sottili depositi di argilla rossa e cenere vulcanica. Una testimonianza chiara delle diverse fasi di eruzioni e sedimentazione che hanno modellato l’Islanda.

L’erosione ha esposto questi strati, mettendo in evidenza una dozzina di strisce di un vivido colore rosso, disposte perpendicolarmente alla parete scura da cui precipita l’acqua: l’immagine simbolo di questa cascata.

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Dove si trova Hengifoss

Hengifoss si trova nell’Islanda orientale, a circa 35 km a sud-ovest di Egilsstaðir, all’estremità del lago Lagarfljót. Con i suoi 128 metri di altezza è la terza cascata più alta d’Islanda, ed è considerata una delle escursioni più popolari di tutta la regione orientale.

Per raggiungerla non serve un 4×4: basta un’auto normale.

Come arrivare

Da Egilsstaðir si segue la strada 931, che costeggia il lago Lagarfljót, fino al parcheggio dedicato a Hengifoss.

Negli ultimi anni l’area è stata completamente rinnovata: oggi trovate un parcheggio asfaltato a pagamento e un centro informazioni con bagni e un piccolo bar, aperto indicativamente dalle 11:00 alle 18:00.

📍 Link al parcheggio di Hengifoss


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Il sentiero: un percorso ad anello

La visita a Hengifoss segue un percorso ad anello: si sale lungo un lato della gola fino a un ponte che collega il sentiero di andata a quello di ritorno, per poi proseguire fino alla cascata e alla sua terrazza panoramica. Al ritorno si riattraversa lo stesso ponte e si scende verso il parcheggio dal lato opposto.

Il tratto di andata è tutto in salita: prendetela con calma e fermatevi ogni tanto ad ammirare il paesaggio della gola scavata dal fiume, che regala scorci davvero interessanti lungo tutto il percorso.

Litlanesfoss: la cascata spesso snobbata

Circa a metà del percorso di andata si incontra Litlanesfoss, una cascata alta circa 30 metri, incorniciata da una spettacolare formazione di colonne di basalto alte e regolari, che ricordano le canne di un organo o le pareti di un coro monumentale. Complice la vicinanza alla più celebre Hengifoss, questa cascata viene spesso snobbata dai visitatori di passaggio, ma resta una delle tappe più affascinanti dell’intera escursione.

📍 Link alla cascata di Litlanesfoss

Già dal ponte si gode di una bella vista di Hengifoss: non a caso, molti visitatori decidono di fermarsi qui, attraversare il ponte e iniziare la discesa verso il parcheggio senza spingersi fino ai piedi della cascata.

Fino alla terrazza panoramica ai piedi di Hengifoss

Chi decide di proseguire affronta un tratto in leggera salita, niente di complesso o troppo faticoso, che nella parte finale diventa una passerella costruita sulle rocce per agevolare il cammino fino alla terrazza panoramica ai piedi della cascata.

Le caratteristiche righe rosse della parete

Il tratto più iconico di Hengifoss sono senza dubbio le striature rosse che attraversano orizzontalmente la parete nera da cui precipita l’acqua. Questi strati si sono formati milioni di anni fa, quando spesse coltri di sedimenti, ricche di lignite e resti di antiche foreste, si depositarono sull’altopiano. Successive colate di lava basaltica ricoprirono questi strati organici, per poi essere a loro volta sepolte da nuovi sedimenti: un’alternanza di episodi vulcanici e periodi di quiete che, nel tempo, ha lasciato una vera e propria stratigrafia a vista sulla parete della gola.

Il fiume, erodendo la roccia nei millenni, ha riportato alla luce questi strati di argilla e cenere, creando le celebri strisce rosse e gialle perpendicolari al salto d’acqua: un contrasto cromatico che rende Hengifoss una delle cascate più fotografate dell’Islanda orientale.

Quando visitare Hengifoss

Il momento migliore per la visita è la tarda mattina, quando il sole illumina direttamente la parete della cascata, facendo risaltare al meglio le caratteristiche righe rosse.

Quanto tempo ci vuole

Considerando la salita fino alla cascata, la sosta a Litlanesfoss, il tempo alla terrazza panoramica e la discesa dal lato opposto dell’anello, mettete in conto circa 2 ore per la visita completa, soste fotografiche comprese.

Consigli utili per visitare Hengifoss

Il sentiero è molto ripido ma in perfette condizioni. La parte finale, invece, è un po’ più impegnativa: in alcuni punti la passerella presenta assi rovinate, quindi prestate attenzione a dove mettete i piedi.

Se avete una buona macchina fotografica con teleobiettivo, il punto panoramico del ponte, è perfetto per fotografare da lontano la parete nera striata di rosso di Hengifoss.

Perché visitare Hengifoss

Perché poche cascate in Islanda raccontano così chiaramente, sulla propria parete, milioni di anni di storia geologica del paese: strati di lava e sedimenti che si alternano come le pagine di un libro, sormontati da un salto d’acqua di 128 metri. Il tutto arricchito da una seconda cascata, Litlanesfoss, che da sola varrebbe il viaggio anche se non fosse sulla strada per una delle mete più famose dell’Islanda orientale.

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