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Ófærufoss

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Dentro l’immensa fessura vulcanica di Eldgjá, nel cuore del Vatnajökull National Park, si nasconde una delle cascate più suggestive di tutti gli Highlands islandesi. Ófærufoss non è una cascata qualunque: è il cuore pulsante di quello che a un primo sguardo sembra una tranquilla vallata verde, ma che in realtà, arrivati in fondo, si rivela essere un vero e proprio cratere.

Con i suoi due salti d’acqua e un tempo, prima che crollasse, un raro ponte di roccia naturale che l’attraversava, Ófærufoss è da decenni una delle immagini simbolo di questa parte remota dell’Islanda.

Ci si arriva solo con un 4×4, solo in estate, e solo dopo aver superato un guado: proprio per questo resta una delle mete più autentiche e meno affollate del sud islandese.

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Dove si trova Ófærufoss

Ófærufoss si trova all’interno di Eldgjá, negli Highlands del sud dell’Islanda, all’interno del Vatnajökull National Park. Eldgjá è la fessura vulcanica più grande della Terra apparsa in epoca storica: si estende per circa 75 km verso nord-est a partire dal vulcano Katla, sotto il ghiacciaio Mýrdalsjökull. Il canyon vero e proprio di Eldgjá è lungo circa 8 km, largo fino a 400 metri e profondo fino a 150 metri.

Secondo il cartello informativo del parco nazionale posto sul luogo, l’eruzione che ha creato Eldgjá risale al 934 d.C. circa e sarebbe durata alcuni anni, riversando circa 13,3 km³ di lava basaltica e 1,3 km³ di tefra: la lava arrivò a coprire ampie zone dei distretti di Álftaver, Meðalland e Landbrot, con pesanti conseguenze per gli abitanti dell’epoca in termini di carestia e perdita di terreni coltivabili.

Per raggiungere Ófærufoss è obbligatorio un veicolo 4×4 autorizzato per le strade di montagna, e la pista che porta fin qui è aperta, di norma, solo da metà giugno a inizio ottobre.

Come arrivare

Dalla Ring Road (Route 1), si segue la deviazione per la Strada 208, la stessa che porta anche verso il cratere di Rauðibotn. Al bivio dove si trova la piccola chiesa di Suðurland, Grafarkirkja, però, il percorso si divide: per Ófærufoss si gira a destra, proseguendo sulla 208, che poco dopo diventa F208.

Da qui in avanti il 4×4 non è più un’opzione ma un obbligo: siamo infatti su una pista di montagna, e come tutte le strade F islandesi richiede un veicolo autorizzato e un minimo di esperienza di guida su sterrato.


Noleggio auto in Islanda

Per raggiungere questa destinazione è obbligatorio un veicolo 4×4 autorizzato per le strade F. Noi consigliamo sempre Blue Car Rental, la società di noleggio n.1 in Islanda, con cui prenotiamo anche per i nostri viaggi: servizio eccellente e auto sempre nuove.

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Una sosta consigliata lungo la strada: la cascata di Huldufoss

Prima di arrivare al guado, lungo la F208, vale la pena fermarsi al campeggio di Hólaskjól, dove trovate anche dei bagni. Da qui parte un breve sentiero di 10-15 minuti a piedi che porta a una piccola cascata che noi chiamiamo Huldufoss (letteralmente “la cascata nascosta”), anche se non tutti la conoscono con questo nome: c’è chi la chiama Silfurfoss e chi, scherzando sulle dimensioni, la ribattezza “il piccolo Gullfoss”.

📍 Link alla posizione di Huldufoss

Il guado e il ranger

Proseguendo lungo la F208, prima di arrivare al parcheggio di Ófærufoss, bisogna superare un guado. Di norma è abbastanza basso e non presenta grosse difficoltà, ma come per tutti i guadi islandesi va sempre verificato prima di attraversare: le condizioni possono cambiare rapidamente in base alle piogge e allo scioglimento dei ghiacciai a monte.

Al mattino, in un piccolo gabbiotto vicino al guado, trovate spesso un ranger del parco, pronto a darvi indicazioni precise sul punto migliore per attraversare in sicurezza. Vale sempre la pena fermarsi a chiedere, soprattutto se non avete esperienza di guado su fiumi islandesi.

 

Il parcheggio e l’inizio del sentiero

Superato il guado, si arriva a un grande parcheggio gratuito, dotato di bagni e di pannelli informativi sul sentiero che porta all’interno della valle… anche se, come vedremo, di una semplice valle in realtà non si tratta.

📍 Link al parcheggio di partenza del sentiero

Il sentiero: un paesaggio fiabesco

Il sentiero che porta a Ófærufoss è quasi completamente pianeggiante e ben segnalato con i tipici paletti gialli islandesi, impossibile perdersi.

Lungo il percorso si attraversano un paio di ponticelli in cemento ben tenuti, mentre solo l’ultimo tratto diventa un po’ più roccioso, senza però presentare difficoltà particolari.

Il paesaggio, va detto, è semplicemente fiabesco: pareti scure di roccia vulcanica, muschio verde brillante e, sullo sfondo, le prime avvisaglie del cratere che si aprirà davanti a voi.

La cascata e la leggenda del ponte di roccia scomparso

Arrivati in fondo al sentiero, sulla sinistra si apre uno dei punti migliori per ammirare Ófærufoss: da qui la cascata si vede interamente, con entrambi i suoi due salti d’acqua. Da questo punto non bisogna attraversare il fiume per avvicinarsi: basta costeggiarlo.

Ófærufoss è alta circa 40 metri e si getta nel canyon in due salti distinti. Fino al 1993, sopra il secondo salto era presente un raro e fotografatissimo ponte di roccia naturale, che attraversava la cascata da una parete all’altra: un unicum geologico che rendeva Ófærufoss ancora più speciale. Il ponte è crollato nel 1993, complice lo scioglimento primaverile e la naturale erosione della roccia (secondo alcune fonti avrebbe contribuito anche un terremoto). Da allora la cascata si può ammirare senza ostacoli in tutta la sua interezza, un piccolo dispiacere che ha comunque restituito una vista ancora più aperta e scenografica.

In lontananza, sul fianco della cascata, si nota un sentiero con gradini che sale fino a una terrazza panoramica, un ottimo punto di vista alternativo.

Tornati giù, costeggiando la parete si può raggiungere anche la parte bassa della cascata: al mattino, con la luce giusta, qui è frequente vedere comparire un bell’arcobaleno tra gli spruzzi.

In fondo alla gola, guardandovi intorno, non ci sono dubbi: non siete in una semplice valle, ma dentro un cratere. La forma dell’anfiteatro di roccia e il colore rossastro delle pareti lo rendono inequivocabile.

Quando visitare Ófærufoss

La F208, come tutte le piste islandesi degli Highlands, è percorribile solo in estate, indicativamente da metà giugno a inizio ottobre, ma le date esatte cambiano ogni anno in base alle condizioni della neve e dei fiumi. Prima di partire, controllate sempre lo stato della strada sui canali ufficiali islandesi.

Il mattino è il momento migliore per la visita: oltre a trovare più facilmente un ranger al guado, è l’orario in cui la luce crea più spesso un arcobaleno ai piedi della cascata.

Quanto tempo ci vuole

Secondo il cartello informativo del parco nazionale, il percorso andata e ritorno dal parcheggio fino a Ófærufoss è di circa 4 km totali. Mettendo in conto le soste per le foto, in particolare alla cascata e all’eventuale terrazza panoramica, il tempo complessivo per la visita è di circa 2 ore, dal parcheggio al parcheggio.

Perché visitare Ófærufoss

Perché è una di quelle tappe che uniscono tutto quello che si cerca in un viaggio negli Highlands islandesi: una strada d’accesso che è già un’avventura, un guado da affrontare con rispetto, un ranger pronto a darvi consigli, e infine un sentiero fiabesco che si apre su una cascata a due salti dentro un vero cratere vulcanico. Un ponte di roccia che non c’è più, certo, ma una scenografia che continua a lasciare senza parole chiunque abbia la pazienza di arrivare fin qui.

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