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Rauðibotn

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Ci sono luoghi in Islanda che sembrano usciti da un altro pianeta, e Rauðibotn è uno di questi. Un cratere dalle pareti rosso fuoco che racchiude, al suo interno, un laghetto verde smeraldo, muschio quasi fluorescente e cascate che scendono lungo la roccia ossidata.

Non è una tappa per tutti: ci vuole un 4×4, un po’ di pazienza sulle piste F, e la voglia di allontanarsi davvero dai luoghi più battuti. Ma chi arriva fin qui viene ripagato con uno dei panorami più emozionanti di tutta l’Islanda: la vista, dall’alto del cratere, sull’iconico monte Mælifell, che si staglia solitario davanti all’immenso ghiacciaio del Mýrdalsjökull.

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Cos’è Rauðibotn: un cratere nato da un cataclisma

Il nome Rauðibotn significa letteralmente “fondo rosso”, e basta un’occhiata alle sue pareti ossidate per capire da dove arrivi. Il colore è il risultato dell’ossidazione dei minerali di ferro contenuti nella roccia vulcanica, che nel tempo ha assunto queste tonalità che virano dal rosso mattone all’arancio acceso.

Il cratere è ciò che resta di uno degli eventi vulcanici più catastrofici della storia islandese: l’eruzione della fessura di Eldgjá, avvenuta intorno al 939-940 d.C. Fu una delle più grandi eruzioni effusive mai registrate sulla Terra, capace di riversare una quantità di lava superiore persino a quella dell’eruzione dei crateri Laki del 1783. Le fonti islandesi antiche raccontano di un periodo di carestia e di cieli oscurati che seguì l’eruzione, ricordato ancora oggi come uno dei momenti più duri della storia del popolamento vichingo dell’isola.

Rauðibotn è solo uno dei tanti crateri nati lungo questa immensa fessura, ma è probabilmente uno dei più belli e fotogenici: al suo interno si è formato, nei secoli, un piccolo laghetto dalle acque verde smeraldo, circondato da muschio brillante, in netto contrasto con il rosso della roccia che lo racchiude.

Dove si trova Rauðibotn

Rauðibotn si trova nel cuore degli Highlands islandesi meridionali, non lontano dalla celebre area di Landmannalaugar e dal sistema vulcanico di Eldgjá, nella zona compresa tra il fiume Hólmsá e il monte Mælifell.

Per raggiungerlo è obbligatorio un veicolo 4×4 autorizzato per le piste di montagna (le famose strade F): non è un luogo raggiungibile con un’auto normale, né con un 4×4 qualunque che non sia esplicitamente abilitato dal contratto di noleggio a percorrere le F-road.

Come arrivare: il percorso giusto conta più di ogni altra cosa

Questo è forse il paragrafo più importante di tutto l’articolo. Rauðibotn si può raggiungere da più direzioni, ma non tutte sono uguali: alcune vi porteranno su piste sconnesse o davanti a guadi impegnativi. Il percorso che vi consigliamo, quello che abbiamo seguito noi, evita tutto questo e resta il modo più sicuro e lineare per arrivare al cratere.

Dalla Ring Road (Route 1), tenete d’occhio la deviazione per la Strada 208. Al bivio noterete la piccola chiesa di Suðurland, Grafarkirkja: è il punto di riferimento perfetto per capire che siete sulla strada giusta.

Da qui si imbocca la Strada 210, che a un certo punto diventa F210: da questo momento in poi il veicolo 4×4 non è più un’opzione, ma un obbligo. Lungo il tragitto dovrete affrontare 3 o 4 piccoli guadi: nella maggior parte dei casi sono davvero bassi e poco impegnativi, ma vanno comunque attraversati sempre con cautela, senza fretta e valutando la profondità prima di procedere.

Alla fine di questo tratto di F210 vi troverete davanti al fiume Hólmsá, che ha tutta l’aria di essere un ostacolo temibile, e molto probabilmente anche davanti a un cartello con la scritta “strada chiusa”. Niente panico: non dovrete guadare il fiume né ignorare alcun divieto. Vi basterà girare a destra, superare un piccolo guado (anche questo tutt’altro che impegnativo), e troverete un parcheggio su una piccola collinetta. È lì che si parcheggia, ed è da lì che parte il sentiero per il cratere.

Guarda qui la posizione esatta del parcheggio su Google Maps.


Noleggio auto in Islanda

Per raggiungere questa destinazione è obbligatorio un veicolo 4×4 autorizzato per le strade F. Noi consigliamo sempre Blue Car Rental, la società di noleggio n.1 in Islanda, con cui prenotiamo anche per i nostri viaggi: servizio eccellente e auto sempre nuove.

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Una sosta da non perdere lungo la strada: la cascata di Axlafoss

Poco prima di arrivare al fiume Hólmsá, noterete sulla destra una piccola deviazione che conduce alla cascata di Axlafoss. Vi costerà solo una quindicina di minuti in più, ma la cascata è davvero molto bella e merita assolutamente una breve sosta, magari proprio come ultimo assaggio prima del gran finale che vi aspetta al cratere.

Il sentiero verso il cratere

Dal parcheggio, il sentiero è facile da seguire: basta tenere d’occhio i paletti di legno gialli che segnano il percorso fino al cratere. Il tracciato è quasi tutto pianeggiante, e attraversa una piccola valle lungo il corso di un torrente: un cammino tranquillo, quasi rilassante, che prepara lentamente a quello che sta per arrivare.

Dopo aver girato l’angolo della valle, inizierete a intravedere il cratere in lontananza, insieme alle prime cascate e a un paesaggio che comincia già a togliere il fiato.

Arrivati a un paletto più alto degli altri, noterete sulla vostra destra un sentiero scavato dai quad, che purtroppo vengono qui a divertirsi rovinando un po’ il terreno: non seguitelo, perché sarà il vostro percorso di ritorno, non quello di andata. Restate bassi, tenendo la sinistra rispetto a quel paletto, ed entrate nel cratere.

Dentro il cratere: laghetto smeraldo, cascate e un paesaggio fatato

Una volta entrati, il sentiero vi condurrà in un luogo che sembra davvero uscito da una fiaba: un enorme cratere rosso alla vostra destra, un laghetto azzurro-smeraldo circondato da muschio verde fluorescente, piccole cascate e scorci surreali a ogni passo.

Vi consigliamo di dirigervi prima verso il laghetto all’interno del cratere: è il primo grande momento “wow” della giornata. Dopo averlo ammirato, superate con facilità un piccolo torrentello e proseguite fino all’elegante cascata di Hólmsárfossar, che scende leggera tra le rocce rosse.

Da qui, risalite con calma il fianco del cratere: non c’è alcuna fretta, e ogni pochi passi troverete un motivo per fermarvi a guardarvi intorno.

Il momento più emozionante: la vista su Mælifell

Raggiunta la cima del cratere, giratevi. Davanti a voi apparirà una delle viste più iconiche di tutta l’Islanda: il cono perfetto del monte Mælifell, ricoperto di muschio verde brillante, che si staglia solitario davanti all’immensità bianca del ghiacciaio Mýrdalsjökull.

È il genere di panorama che si vede spesso nelle foto più belle dell’Islanda, ma che qui, dal vivo, in un silenzio quasi totale, arriva con una forza completamente diversa. Prendetevi tutto il tempo che volete in questo punto: pochissimi turisti arrivano fin qui, e ancora meno hanno la fortuna di godersi questa vista con la calma che merita. Non è raro restare in silenzio per qualche minuto, semplicemente a guardare.

Il giro del bordo del cratere

Da qui, proseguite lungo il bordo del cratere: ogni scorcio regala una vista diversa e, siamo onesti, vi fermerete a scattare foto praticamente a ogni passo. È uno di quei posti dove è quasi impossibile scegliere un solo punto di vista.

Terminato il giro, scendete seguendo le tracce lasciate dai quad. Una volta tornati al paletto più alto, prendete a sinistra: in lontananza rivedrete il paletto giallo del sentiero da cui siete arrivati, che vi riporterà dritti al parcheggio.

Quanto tempo dedicare alla visita

Considerate circa 4 ore in totale, dal momento in cui imboccate la deviazione dalla Route 1 fino al vostro ritorno sulla Ring Road. È una tappa che, tra andata, sosta ad Axlafoss, escursione al cratere e ritorno, occupa comodamente mezza giornata: mettetela in conto quando pianificate l’itinerario.

Quando visitare Rauðibotn

La zona è raggiungibile solamente nei mesi estivi quando le strade F sono aperte, indicativamente da fine giugno a fine settembre. Il momento ideale per la visita è il mattino, per due motivi: la luce del sole in quella fascia oraria valorizza al meglio i colori del cratere, e i guadi lungo la F210 tendono a essere più bassi rispetto al pomeriggio, quando lo scioglimento dei ghiacciai può far aumentare la portata dei fiumi.

Un ultimo consiglio: rispettate il terreno

Il muschio che ricopre il cratere e la valle circostante è bellissimo, ma anche estremamente fragile: cresce lentissimamente e un’impronta può lasciare un segno visibile per anni. Cercate di restare sul sentiero segnato dai paletti gialli il più possibile, ed evitate di calpestare il muschio quando non è strettamente necessario.

Perché visitare Rauðibotn

Perché è uno di quei rari luoghi in Islanda dove tutto sembra concentrato: la violenza di un’eruzione che ha segnato la storia dell’isola, la delicatezza di un laghetto smeraldo nato dal silenzio dei secoli successivi, e infine quella vista su Mælifell che da sola vale ogni guado, ogni chilometro di pista sterrata e ogni ora di viaggio. Rauðibotn non è un luogo che si visita per caso: è una meta che si sceglie, e che si porta a casa per sempre.

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