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Storia, nascita e restauri
La cappella attuale risale alla fine del XVII secolo e fu voluta dal vescovo di Hólar Gísli Þorláksson (1657–1684). Le parti lignee furono affidate al celebre intagliatore Guðmundur Guðmundsson, cui si devono i motivi decorativi barocchi che ornavano timpani e tavole di gronda.
Con il declino delle comunità rurali la chiesa cadde in disuso; il culto fu interrotto nel Settecento e l’edificio lasciato alle intemperie fino al restauro del 1953 a cura del Museo Nazionale d’Islanda, che ne ripristinò forma e materiali originari. Attorno, il cimitero circolare è considerato uno dei recinti sacri più antichi del Paese.
Le cronache locali menzionano anche Ragnheiður Jónsdóttir (1646–1715), figura di spicco dell’epoca e vedova del vescovo Gísli: alla sua devozione si lega parte della storia spirituale della piccola cappella.

Architettura in torba: perché è così speciale
- Pareti in zolle (torfbæir): strati di torba compattati su intelaiatura lignea, ottimi isolanti contro freddo e vento.
- Tetto erboso: rivestito di torba viva, che d’estate si tinge di verde e d’inverno trattiene il calore.
- Facciate scolpite: portale e cornici in legno con motivi ornamentali tipici del barocco islandese.
- Recinto circolare: tumulo erboso che delimita l’area cimiteriale; l’accesso avviene tramite un semplice cancelletto.
L’insieme restituisce l’immagine delle antiche turf churches islandesi, di cui Grafarkirkja è tra gli esempi meglio conservati. La sua scala minuta e l’inserimento nel paesaggio la rendono fotogenica in ogni stagione.
Dove si trova e come raggiungerla
Grafarkirkja è a sud di Hofsós, nello Skagafjörður. Si arriva facilmente con qualsiasi auto nella bella stagione.
- Dalla Ring Road (1) segui le indicazioni per Hofsós (strade 76/77).
- Superato il paese in direzione sud, svolta su una breve pista di ghiaia segnalata “Grafarkirkja / Chapel at Gröf”.
- Parcheggia nello spiazzo accanto al recinto erboso e prosegui a piedi per pochi metri fino al cancelletto.
- Strada: asfalto fino quasi al sito; ultimo tratto di ghiaia facile.
- Servizi: nessuno sul posto; bar, bagni e alimentari a Hofsós.
- Parcheggio: informale, su ghiaia; non sostare sui prati.
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Quando visitarla
La cappella si può visitare tutto l’anno, ma la visita è più piacevole tra fine primavera e inizio autunno, quando i prati sono asciutti e verdi. In inverno le strade possono essere ghiacciate e il terreno fangoso o innevato: controlla sempre meteo e viabilità locali.
Le due lapidi dietro Grafarkirkja

Lapide a sinistra
Ólafur Jónsson — bóndi (contadino/proprietario di fattoria)
24.9.1898 – 16.6.1966
Svanhildur Sigfúsdóttir — húsfreyja (padrona di casa)
15.10.1908 – 20.5.1996
Iscrizione: “Blessuð sé minning þeirra” — Sia benedetta la loro memoria.
Lapide a destra
Sigfús Arnar Ólafsson — heilsugæslulæknir (medico di assistenza primaria / medico di base)
13.3.1941 – 30.1.2003
Iscrizione: “Blessuð sé minning hans” — Sia benedetta la sua memoria.
💡 Nota sui cognomi islandesi: “Ólafsson” significa “figlio di Ólafur”. È quindi plausibile un legame familiare tra Sigfús Arnar e Ólafur Jónsson; in Islanda i patronimici sono molto comuni, quindi resta un indizio e non una prova documentale.
Cosa aspettarsi sul posto
- Atmosfera: silenzio, vento dal fiordo e vista sulle montagne; perfetta per una sosta breve e contemplativa.
- Interno: spesso chiuso (aperture occasionali per eventi/ricorrenze). La visita è principalmente esterna.
- Fotografia: luce radente (mattino/pomeriggio) per esaltare texture di torba e legno; evita di salire su tumuli o muretti.
- Rispetto: è un sito storico e cimitero. Resta sui sentieri, richiudi il cancelletto, non calpestare le coperture erbose.
Piscine termali e soste nei dintorni
Hofsós Swimming Pool
Una delle piscine geotermali municipali più scenografiche d’Islanda: vasca “infinity” affacciata sul fiordo, spogliatoi moderni e vasca calda dedicata. Ottima dopo la visita a Grafarkirkja.
Informazioni
PARCHEGGIO
Piccolo parcheggio gratuito a pochi passi dalla chiesa

