Quando pensi all’Islanda, probabilmente pensi ad aurora boreale, vulcani, geyser e puffin. Le renne forse non sono le prime sulla lista. Eppure nell’Islanda orientale vivono migliaia di renne selvatiche, libere tra gli altopiani e i fiordi dell’Est — e la loro storia è una di quelle cose che, una volta scoperta, non riesci a smettere di raccontare.
Le renne in Islanda non sono originarie dell’isola
Partiamo dalla cosa più importante, quella che sorprende quasi tutti: le renne non sono animali autoctoni islandesi. L’unico mammifero terrestre nativo dell’Islanda è la volpe artica. Tutto il resto — cavalli, pecore, renne — è arrivato con l’uomo.
Le renne furono importate dalla Norvegia nel XVIII secolo, durante il periodo in cui l’Islanda era sotto la Corona danese. L’obiettivo era creare una nuova risorsa: carne, pelli, e forse trasporto, sul modello dei popoli Sami in Lapponia. L’idea era ambiziosa. Le cose non andarono come previsto.

Quattro tentativi, quasi tutti falliti
Tra il 1771 e il 1787 furono fatti quattro tentativi di introdurre le renne in diverse parti dell’isola. Furono rilasciate a Vestmannaeyjar, nella penisola di Reykjanes, a Vaðlaheiði nell’Eyjafjörður e infine nel fiordo di Vopnafjörður, nell’Est Islanda.
Inverni rigidi e scarsità di cibo si rivelarono ostacoli insuperabili. La maggior parte degli animali morì. Il branco del Reykjanes resistette fino al 1930 — poi scomparve. Quello dell’Eyjafjörður prosperò fino agli inizi dell’800, prima di essere decimato da un inverno particolarmente duro nel 1822.
Sembrava una storia chiusa. E invece.
Il colpo di scena: i sopravvissuti dell’Est
Nel 1939, quando la renna islandese era considerata praticamente estinta, un gruppo di circa un centinaio di esemplari fu scoperto ancora vivo nell’Islanda orientale. Le renne selvatiche che vedi oggi discendono tutte da quel nucleo.
Da quel piccolo gruppo, invece di essere addomesticate, le renne rimasero selvatiche. Si adattarono al territorio, si moltiplicarono — e a un certo punto così tanto da diventare un problema. Senza predatori naturali, la popolazione esplose, consumando i pascoli destinati alle pecore. Furono cacciate intensivamente, quasi fino all’estinzione nuovamente, prima che la caccia venisse regolamentata a metà del XX secolo.
Dove vivono oggi: solo nell’Est
L’intera popolazione di renne selvatiche islandesi è oggi concentrata esclusivamente nell’Islanda orientale. Non le troverai nel Golden Circle, nei Fiordi Occidentali, nella penisola di Snæfellsnes o nel sud classico.

L’Est offre quello di cui hanno bisogno: altopiani ampi, brughiere, tundra ricca di licheni. Le zone principali sono Egilsstaðir e i dintorni, Fljótsdalshérað, Vopnafjörður, i fiordi orientali e la fascia costiera fino a Hornafjörður verso sud.
Estate e inverno: dove trovarle
Le renne islandesi seguono un ritmo stagionale preciso.
In estate si spostano verso l’interno e le quote alte, principalmente verso gli altopiani di Snæfell a nord del Vatnajökull. È lì che partoriscono, in zone remote e lontane dall’uomo. Avvistarle senza guida in questo periodo è difficile.
In inverno scendono verso le valli, i fiordi e le zone costiere in cerca di cibo. È il momento in cui si avvicinano alle strade e agli abitati. La finestra migliore per un avvistamento spontaneo è da ottobre ad aprile, percorrendo la Ring Road tra Egilsstaðir e Höfn. I cartelli “attenzione renne” lungo quella tratta non sono decorativi.
Quante sono? La situazione attuale
Per anni le stime più diffuse parlavano di 6.000-7.000 individui. I dati più recenti raccontano una storia diversa: la popolazione si è quasi dimezzata in pochi anni e le stime attuali più attendibili si aggirano intorno ai 3.000 esemplari. Le cause del declino non sono ancora del tutto chiare — le autorità non hanno rilevato segni evidenti di malattia né un aumento della mortalità al di fuori della caccia.
Significa che avvistarle è un’esperienza autentica, non garantita. E proprio per questo vale di più.

La caccia regolamentata
In Islanda la caccia alle renne è legale ma strettamente controllata. Ogni anno viene emessa una quota, assegnata tramite lotteria dall’Agenzia islandese per l’ambiente. Possono partecipare sia cacciatori locali che stranieri. La stagione va indicativamente da luglio a settembre, ed è obbligatorio cacciare con una guida locale autorizzata.
Non è una concessione alla tradizione venatoria — è una misura di gestione della popolazione in assenza di predatori naturali.
Come vederle: consigli pratici
In autonomia (autunno-primavera): percorri la Ring Road tra Egilsstaðir e Höfn con attenzione, soprattutto nelle ore di luce. Le renne appaiono spesso vicino all’asfalto nelle zone di fondovalle.
Comportamento: tieni distanza, non fare movimenti bruschi, spegni il motore se le vedi vicino alla strada. Sono animali selvatici e si spaventano facilmente. Cinque minuti fermi a osservarle valgono più di una foto scattata di corsa.
Una curiosità finale
La carne di renna esiste nei menu di alcuni ristoranti dell’Est Islanda ed è considerata una specialità locale. Se sei nella zona e la trovi, vale la pena provarla — è parte integrante della storia di questi animali nell’isola.


